THE MUSIC OF IVAN FEDELE ALI DI CANTOR

Prefazione di Claude Samuel
Introduzione di Cesare Fertonani
Contributi di:
Marco Angius, Roberto Calabretto, Giuliano Corti, Angela Ida De Benedictis, Marco Della Sciucca, Angelo Foletto, Arturo Gervasoni, Marco Ligabue, Eric Maestri, Gianluigi Mattietti, Pierre Michel, Marco Moiraghi, Claudio Proietti, Roberto Prosseda, Ivanka Stoianova, Giorgio van Straten, Harry Vogt

AA.VV.

THE MUSIC OF IVAN FEDELE ALI DI CANTOR

"Scolpire il suono". È questa l'immagine nella quale oggi più si riconosce l'attività compositiva di Ivan Fedele, il punto d'arrivo - che è al tempo stesso già momento di passaggio verso altre mete, com'è naturale per un'esperienza artistica prospera e vitale - di un percorso ormai più che trentennale. Un percorso mosso e articolato, che d'altra parte ha saputo sempre preservare - attraverso la ricchezza delle sollecitazioni, l'intenso dare e avere artistico e intellettuale - una forte identità e originalità, conquistandosi uno spazio tra i più rilevanti nella scena musicale del nostro tempo. Per illustrarne la traiettoria e i dettagli, questo libro non nasconde le molteplici ambizioni. Offrire, anzitutto, uno strumento di conoscenza e documentazione la più completa possibile insieme con contributi per un approccio analitico e per un approfondimento critico e interpretativo. Poi tracciare il bilancio ma anche raccontare la storia di un'avventura artistica nel contesto della musica e, più in generale, della cultura degli ultimi decenni. Quindi riflettere sulle istanze e sulle caratteristiche specifiche di un'arte del nostro tempo, che appartiene al presente, e nondimeno si pone in vivo rapporto dialettico con la storia e con la grande tradizione del passato, tanto prossimo quanto remoto (a tale proposito basta pensare all'importanza che nell'opera di Fedele hanno generi quali il quartetto per archi, il concerto o il classico pezzo per pianoforte).

Se nel mondo di ogni artista ci sono concetti decisivi, cruciali nella loro pregnanza come i punti di riferimento o i luoghi inconfondibili di un paesaggio, sono numerose le parole e le immagini che contribuiscono a definire il pensiero estetico e poietico di Fedele, un compositore per il quale il valore del lògos, il potere intellettuale e conoscitivo della filosofia, della matematica e delle scienze si rivelano essenziali in nome delle ragioni di un umanesimo autentico e profondo. Alcune di queste parole, di queste immagini s'incontrano alla lettera sin dai titoli delle composizioni - spesso così eloquenti proprio perché così emblematici o allusivi - e nelle dichiarazioni dell'autore, a incominciare da quelle contenute nella conversazione con chi scrive che apre il volume; altre tendono piuttosto a profilarsi e a imporsi via via nei successivi saggi. Nell'insieme queste parole e immagini, anche soltanto liberamente accostate in ordine sparso e senza pretese di priorità, delineano comunque una sorta di mappa ideale che può costituire una chiave d'accesso alla musica del compositore e al suo mondo. Oltre a "scolpire il suono" e "tempo materico" hanno connotato - e continuano ad accompagnare - l'esperienza compositiva di Fedele concetti tra loro correlati, riconducibili alla preoccupazione per la costruzione di senso e dunque all'espressione non meno che alla percezione della musica come "direzionalità", "gerarchia", "ridondanza", "figura", "funzione", "drammaturgia"; e poi "narrazione" e "teatro della memoria", "drammatizzazione dello spazio" e "risonanza", "codice genetico" e, ancora, archetipo e mitologia, tensione morale, spiritualità, passione civile... Il gioco potrebbe continuare a lungo ma è sufficiente quanto meno a suggerire la sostanza e lo spessore ideale di cui si nutre la musica di Fedele nonché a individuarne qualche saliente aspetto estetico e compositivo.