LUIS DE PABLO EL ABRECARTAS Opera in un prologo e sei scene
25 Gennaio
/ 2022

LUIS DE PABLO EL ABRECARTAS Opera in un prologo e sei scene

LUIS DE PABLO
EL ABRECARTAS
Opera in un prologo e sei scene
Libretto di Vicente Molina Foix tratto dal suo romanzo omonimo

Madrid, Teatro Real, 16-26 febbraio 2022
Prima rappresentazione assoluta

Vicente Molina Foix
El abrecartas

El abrecartas è stato pubblicato nel 2006 e ha vinto, tra gli altri, il Premio Nazionale Spagnolo per la Letteratura 2007.

Cinque anni dopo la sua pubblicazione, il Maestro Luis de Pablo, per il quale avevo scritto in precedenza due libretti d’opera liberamente concepiti – El viajero indiscreto e La madre invita a comer –, mi chiese di adattare una parte sostanziale del mio romanzo per comporre la sua sesta opera, “un’opera che rispecchia la mia stessa vita”, poi mi disse.

El abrecartas inizia con Federico García Lorca bambino che gioca con altri scolari in un villaggio di Granada, ma l’azione di quest’opera drammatica prosegue presentando un Federico adulto in gioiosa amicizia con giovani artisti e poeti omosessuali quali Vicente Aleixandre (Premio Nobel per la Letteratura 1977) e Miguel Hernández che, come García Lorca, morì (Lorca assassinato, Hernández in prigione) all’indomani del colpo di stato del generale Franco e della sua vittoria militare nel 1939.

Furono tutti, come molti altri personaggi di fantasia che abitano il libro, vittime della guerra civile spagnola.

Sia il romanzo sai l’opera finita, tristemente l’ultima del Maestro de Pablo, drammatizzano mezzo secolo di storia spagnola. La vita privata di un gruppo di perdenti, eroi ed esiliati politici, si mescola alla commedia antieroica di spie e ladri, il tutto in uno sfondo in cui la poesia incombe e le passioni devono essere tenute segrete.

Vicente Molina Foix

Luis de Pablo
Nota su El abrecartas

El abrecatas è un’opera con un libretto di Vicente Molina Foix tratto dal suo romanzo omonimo. Consta di un prologo e sei scene, con una durata stimata in circa un’ora e mezza. Un “abrecatas” (“tagliacarte”) è un coltellino – a volte anche un piccolo gioiello – che veniva utilizzato – oggi molto più raramente – per aprire le lettere. Il romanzo ha una forma epistolare e Molina Foix ne ha realizzato un adattamento teatrale, conservando lo stesso titolo.

Il tema centrale dell’opera è l’evoluzione – la trasformazione – della spagna moderna attraverso i suoi protagonisti letterari: il bambino García Lorca, il giovane Vicente Aleixandre, l’ancora più giovane Miguel Hernández… il loro isolamento, la loro morte, il loro esilio, la loro sopravvivenza nel regime franchista… e la loro evoluzione, i cambi di ideologia, le avventure della gioventù (non solo sul piano politico, ma soprattutto nella vita e nelle proprie credenze), sino ad arrivare al presente (un presente di dieci anni fa) per constatare il ritorno spirituale di quel passato che, nonostante la repressione, è risorto – almeno in parte – quasi all’insaputa dei suoi protagonisti attuali.

Il romanzo dà più spazio alla gioventù di oggi, senza dimenticare i predecessori. Né dimentica i repressori e gli opportunisti in chiave di satira feroce.

L’opera prende in considerazione solo l’arco temporale della prima parte del romanzo e si chiude con un punto interrogativo: il futuro è incerto, nulla è garantito… C’è, dunque, un certo retrogusto pessimista.

Ho scritto una musica tanto varia quanto la storia raccontata dal libretto. Forse è la mia opera più ambiziosa e contrastante. Così, almeno, la considero.

Impiego un’orchestra completa, con saxofono e legni a 4; un piccolo coro misto, un piccolo gruppo di voci bianche – García Lorca bambino – e una decina di voci.

Luis de Pablo