Dallapiccola Luigi
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Dallapiccola Luigi

/ 1904 Musica Contemporanea

Mitterburg, Pisino, Pazin: questi i nomi che il capotreno annunciava alla fermata della piccola stazione istriana, cittadina di poco più di tremila abitanti allora parte dell'Impero austro-ungarico, dove Luigi Dallapiccola nasce il 3 febbraio 1904 da genitori di origine trentina: Pio Dallapiccola (1869-1951), professore di latino e greco e preside del locale Realgymnasium, e Domitilla Alberti (1869-1956). Nel 1914 entra al ginnasio, mentre prosegue gli studi di pianoforte iniziati qualche anno prima; nel 1917 il padre, dichiarato "politicamente infido", è collocato a riposo e tutta la famiglia Dallapiccola viene confinata a Graz, dove, fra umiliazioni e asperità, riesce comunque a frequentare assiduamente il teatro dell'opera: ha così occasione di ascoltare opere di Mozart, Weber, e, tranne Rienzi e Parsifal, tutto Wagner; capisce di volersi dedicare alla musica la sera in cui per la prima volta assiste alla rappresentazione del Vascello Fantasma. Venti mesi che segnano, nel bene e nel male, tutto il futuro percorso. Al ritorno in Italia prosegue gli studi liceali, prende a Trieste lezioni di pianoforte da Alice Andrich Florio e di armonia da Antonio Illesberg, che lo introduce alla musica contemporanea. I suoi orizzonti si allargano ad opere quali il Pelléas et Mélisande di Debussy. Nel 1921 scopre il Trattato di Armonia di Arnold Schönberg: "How life begins", con questa citazione joyciana egli ricorda la prima lettura del libro. Consegue la licenza liceale e, nel maggio del 1922, si trasferisce a Firenze per evadere da un isolamento spirituale e artistico e per vivere in un contesto che possa permettergli adeguati contatti internazionali. Prende lezioni di pianoforte da Ernesto Consolo, con il quale avvicina le opere di Debussy, Ravel, Bartók, l'anno successivo (1923) si iscrive alla classe di armonia e contrappunto e studia con Roberto Casiraghi e Corrado Barbieri prima, con Vito Frazzi successivamente. Il 1924 segna due avvenimenti importanti: il conseguimento del diploma di pianoforte e l'ascolto alla Sala Bianca di Palazzo Pitti del Pierrot lunaire di Schönberg diretto dall'autore (primo aprile), evento di importanza decisiva per la sua futura strada. L'ambiente fiorentino diventa determinante per la formazione di Dallapiccola, e anche la sua carriera concertistica come pianista acquista vigore (propone spesso i Quadri di una esposizione di Musorgskij, di cui realizzerà più tardi due edizioni critiche e le ultime Sonate di Beethoven). Grande rilievo assume anche un viaggio che compie a Berlino e a Vienna nel 1930, dove ha occasione di ascoltare Elektra e Salome di Strauss, che lo impressionano, Simon Boccanegra, che gli fa sospettare che Verdi "non sia soltanto quello che gli è stato insegnato", la Prima Sinfonia di Mahler. Eventi importanti si susseguono all'inizio degli anni Trenta: comincia la collaborazione con il violinista Sandro Materassi, che si trasformerà in una quarantennale amicizia fraterna; nel 1932 consegue il diploma di composizione, incontra Malipiero e Casella, conosce Laura Coen Luzzatto, che sposerà nel 1938 e che gli sarà accanto in modo straordinario e impareggiabile per tutta la vita. Anche la produzione artistica segue passo passo la maturità della persona: nel 1934 ottiene la cattedra di Pianoforte Complementare al Conservatorio "Cherubini" di Firenze, mentre con Divertimento in quattro esercizi chiude le esperienze giovanili compiendo il "primo passo verso l'indipendenza". Musica per tre pianoforti (Inni) vince il primo premio al "Concorso internazionale del Carillon". Nel 1936 conclude la terza serie dei Cori di Michelangelo Buonarroti il Giovane, e inizia Tre laudi, dove compare per la prima volta una intera serie di dodici suoni. Continua intanto a tessere i suoi contatti internazionali con importanti personaggi, recandosi a Praga, Vienna, Parigi: incontra Alban Berg a Firenze, Milhaud e Poulenc a Parigi, e ottiene da Antoine de Saint-Exupéry l'autorizzazione per ridurre in libretto Volo di notte. Con la trascrizione del Ritorno di Ulisse in patria Dallapiccola si avvicina per la prima volta alla mitica figura omerica: suo scopo è adattare l'Ulisse monteverdiano al teatro musicale del Novecento, un'edizione senza pretese musicologiche: quella pubblicazione segna l'inizio dei rapporti con le Edizioni Suvini Zerboni di Milano, che rimarrà fino all'ultimo la sua Casa Editrice. 

Reagisce con sdegno all'inizio delle persecuzioni razziali del 1938: nascono i Canti di prigionia; nel 1939 viene nominato Accademico di Santa Cecilia, l'anno successivo è chiamato ad occupare "per meriti eminenti" la cattedra di Composizione presso il Conservatorio di Firenze. In una atmosfera di generale confusione e incertezza, viene messa in scena l'opera Volo di notte. Gli anni di guerra rappresentano un periodo di grande angoscia e sofferenza: nasce in questo contesto l'opera Il prigioniero. La sua produzione artistica è intrisa di eventi personali: il confino di Graz, l'immagine 'incombente' di Filippo II, le persecuzioni razziali contro la moglie; la liberazione di Firenze dell'11 agosto 1944 viene accolta con gioia estrema: rinuncia alla cattedra di Composizione e torna a insegnare Pianoforte Complementare; il primo dicembre nasce sua figlia, che viene chiamata Annalibera. Riprendono i grandi contatti internazionali: a Londra tratta la riammissione dell'Italia alla Società Internazionale di Musica Contemporanea, che ottiene, mentre per la prima volta oltre oceano vengono eseguite sue musiche (New York, Due liriche di Anacreonte); inizia nello stesso periodo a collaborare alla pagina musicale del "Mondo" diretto da Alessandro Bonsanti. Nel 1949 trova finalmente il coraggio per scrivere a Schönberg in occasione del suo settantacinquesimo compleanno, annunciandogli la dedica dei Tre Poemi. Nel 1950 Il prigioniero viene rappresentato al Maggio Musicale Fiorentino, mentre scrive, nell'anno giubilare, la Sacra Rappresentazione Job. Cresce la fama internazionale: Sergej Koussevitzky lo invita a tenere un corso a Tanglewood, mentre Il prigioniero è rappresentato al Juilliard Theatre di New York. Inizia i Canti di liberazione, e nel suo secondo viaggio negli Stati Uniti incontra Thomas Mann, che ricambierà la visita a Firenze nel 1954; ancora a New York conosce Toscanini, e si reca poi in automobile in Messico (dove assiste a un concerto per la prima volta dedicato interamente a musiche sue), un'avventura, quella del viaggio, che avrà qualche riflesso autobiografico anche nell'Ulisse. Nel 1953 vedono la luce i Goethe-Lieder; viene nominato socio della Bayerische Akademie der Schönen Künste di Monaco. Nascono nuovi lavori, la Piccola Musica Notturna, il Quaderno musicale di Annalibera, An Mathilde; il suo rapporto con Sandro Materassi è forse alla base delle sue Tartiniane. Trascorre un anno negli Stati Uniti, docente al Queens College di New York: nello stesso periodo i suoi Cinque canti hanno la loro prima esecuzione alla Library of Congress di Washington. Al ritorno dagli Stati Uniti scrive il Concerto per la Notte di Natale dell'anno 1956 su commissione della Rameau Chamber Music di Tokyo, e comincia, un anno dopo la morte della madre, Requiescant che, in una dedica privata a Laura e Annalibera, definisce "la composizione a me più cara". Nel 1959 è per la quarta volta negli Stati Uniti, dove insegna al Queens College di New York e tiene concerti e conferenze. Su invito di Cassadó inizia a comporre Dialoghi per violoncello e orchestra, contemporaneamente termina la prima stesura del libretto di Ulisse. Insegna quindi alla University of California di Berkeley e per questo istituto scrive Preghiere su testi del poeta brasiliano Murilo Mendes, da cui è profondamente colpito. Lavora ormai incessantemente alla composizione di Ulisse, a cui si dedicherà quasi esclusivamente dal 1960 e dai materiali preparatori dell'opera ricava Three Questions with two Answers. Nel 1964 a Braunschweig gli viene conferito il "Premio per la musica Ludwig Spohr", e in tale occasione rielabora le Quattro Liriche di Antonio Machado. Insegna per un breve periodo in Argentina, quindi torna ancora negli Stati Uniti e su incarico della Library of Congress di Washington scrive Parole di San Paolo. Nel mese di settembre 1967 si congeda dall'insegnamento al Conservatorio; la EMI incide suoi lavori, a Berlino cominciano i preparativi per l'Ulisse, che viene messa in scena un anno dopo, il 29 settembre 1968, in lingua tedesca, alla Deutsche Oper di Berlino. Nel 1970 registra per la RAI cinque trasmissioni sul Grande trattato di strumentazione e di orchestrazione moderna di Berlioz; nello stesso anno, il 13 settembre, l'Ulisse viene rappresentato per la prima volta in Italia al Teatro alla Scala di Milano. Raccoglie nel volume Appunti, incontri, meditazioni, edito dalla Suvini Zerboni, saggi, scritti di diario e conferenze. Compone Sicut umbra... eseguita per la prima volta alla Library of Congress di Washington. Nel 1971 viene presentato a Siena il dittico per coro a cappella Tempus destruendi/Tempus aedificandi composto da Exhortatio e Ploratus, il primo dei quali eseguito già l'anno precedente a Gerusalemme. Nel 1972 compone Commiato, tornando così ancora al testo di una Lauda: il titolo sembra presagire la fine, un "adieu à la vie": pochi mesi dopo, durante un viaggio in Inghilterra, è colpito da edema polmonare. Riceve numerosissime onorificenze e inaugura a Empoli, con una prolusione, le celebrazioni per il cinquantenario della morte di Ferruccio Busoni, il cui pensiero rappresenta uno dei punti di riferimento più importanti per il suo lavoro e per la sua formazione. La notte del 18 febbraio viene nuovamente colpito da edema polmonare: muore la mattina del 19 febbraio 1975. Sul leggio del suo pianoforte, al momento della morte, rimangono in abbozzo 18 battute di Lux.